La ronda dei carcerati di Van Gogh


Un cerchio di uomini che camminano in un cortile, circondati da mura di mattoni che li schiacciano, talmente alte da non far vedere il cielo. Un cerchio di disperati intrappolati nell’espiazione delle loro pene, mentre la società, rappresentata dai borghesi e dal soldato nell’angolo, li guarda senza apparente pietà. E al centro di questa sofferenza circolare, fatta di un movimento perpetuo che non sembra possibile interrompere, un uomo senza berretto, dai capelli rossi, che solo, fissa il pubblico.

Il soggetto è di fatto la copia di un’incisione di Gustave Doré, ma diventa un altro quadro perché l’autore è Vincent Van Gogh. L’artista lo realizza mentre è rinchiuso, suo malgrado prigioniero, nel manicomio di Saint-Rémy, un luogo di detenzione più che di cura.

Qui i colori diventano il salto dell’immagine che viene copiata. Trasformano il protagonista in un uomo simile a lui, a partire dai capelli fulvi, che sembra chiedere aiuto, o meglio solidarietà proprio allo spettatore con cui incrocia lo sguardo.

Grazie alle pennellate corpose e decise, le pareti assorbono una luce grigia che si schiarisce verso l’alto, rendendo l’immagine quasi fluida mentre accompagna il movimento ritmico e infinito dei piedi dei detenuti. E guardando bene proprio le pareti, vediamo che su queste volano verso l’alto due farfalle bianche, proprio verso i raggi di quel sole che possiamo solo intuire ma che dovrebbe stare là, in alto, sopra le teste dei detenuti.

La trappola di quel movimento in cui è stato incastrato il protagonista trova quindi nelle due farfalle che si muovono verso l’uscita un richiamo alla speranza. La speranza di fuggire, di ritornare libero.

Van Gogh racconta così il suo dramma personale, ma anche il dramma di tanti altri, spesso soli anche se circondati da persone e prigionieri di pareti più o meno vicine che li costringono a camminare sempre in tondo, a rifare sempre gli stessi errori. E questo finché non alzano lo sguardo verso le farfalle, verso la possibilità di vivere in un modo diverso, e chiedono aiuto  per uscire dal cerchio.

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